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MARINA LENTI

Dal 2009, curiosità e approfondimenti sul mondo di Harry Potter e sul genere Fantastico

I draghi

copertina di Cliff WrightPer quanto si conosce, esistono attualmente otto razze pure di drago. A queste vanno aggiunti gli incroci che, sebbene infrequenti, sono comunque possibili.
Tutti gli esemplari adulti variano fra le due e le due mézure e mezza di lunghezza, eccettuato il Quetz che può arrivare a misurarne quattro,
mentre al garrese oscillano fra la mézura e la mézura e mezza. Il collo misura solitamente una mézura o poco più.
Tutti i cuccioli, alla nascita, sono lunghi circa un quarto di mézura e sono alti poco meno al garrese, ma crescono molto velocemente e, dopo una quindicina di tagi, hanno già raddoppiato le dimensioni.
Nell’antichità, questi animali vantavano dimensioni dieci volte maggiori, ma la selezione naturale ha fatto in modo che tali mastodonti
si estinguessero lentamente, lasciando il posto a specie più contenute e più adattabili all’ambiente. Altre razze dell’epoca moderna, come i Réddico, i Grinex e gli Àurus si sono analogamente estinte, nonostante la progressiva, naturale riduzione delle loro dimensioni, per cause imputabili al mutamento climatico e di conseguenza alla scomparsa degli elementi base della loro dieta.
I draghi si accoppiano una volta ogni jaro, durante la stagione mite. L’età feconda inizia verso i trenta jari e si protrae sino alla vecchiaia. Il numero delle uova deposte varia da una a quattro e il tempo della cova dura circa uno jaro. Per tutte le razze, la cura dei piccoli ne dura dieci, età in cui essi apprendono, fra l’altro, l’uso delle ali. A quel punto, un piccolo è autosufficiente, ma dal momento che i draghi sono animali sociali, resterà col suo nucleo familiare fino a quando non sarà tempo di cercare un compagno. Solo gravi ragioni biologiche o comportamentali possono causare il suo allontanamento da parte del gruppo.
La vita media di un drago dura circa centoventi jari, ma molti esemplari possono arrivare sino a centocinquanta. Si ritiene che, in passato, un drago potesse raggiungere persino i cinquecento jari, ma le prove in tal senso non sono universalmente riconosciute.
Gli esemplari attualmente esistenti si suddividono come segue:

 

Kalèido
Sono caratterizzati da un mantello iridato e cangiante, costituito da una morbida lanugine come quella che si trova alla base delle piume di certi volatili, che permette loro di mimetizzarsi in qualsiasi habitat e che si rinnova una volta ogni jaro.
Le iridi sono marrone dorato.
Hanno corpo e muso lisci e quattro arti provvisti di letali artigli ferrati, che costituiscono un’ottima arma di difesa. Sono in grado di correre molto velocemente, grazie al loro corpo agile e snello.
Sono erbivori e prediligono, su tutto, le foglie di brillargénta.
Hanno un caratteristico odore di terreno bagnato.
Di indole mite, sono facilmente addomesticabili e la lanugine caduta durante la muta può essere filata per confezionare fantastici tessuti iridescenti.
In volo, si librano fino a cinquanta mézure.

 

Armoràti
Dotati di corpo massiccio e quattro zampe, sono completamente rivestiti da taglienti creste ossee di colore nero e possiedono un muso a forma di lungo becco. Sulle estremità della lunga coda sono presenti aculei velenosi, in grado di paralizzare per interi takti e, a volte, di dare addirittura la morte. Il distillato di questo veleno, diluito in acqua àcriba, è un potente analgesico.
Le iridi sono color amaranto, in tutte le possibili gradazioni.
Sono voraci carnivori e sono caratterizzati da un odore salmastro. Hanno un’indole lunatica o comunque poco socievole, pertanto è assai difficile addomesticarli. Tuttavia, se lasciati indisturbati, non costituiscono un pericolo per l’uomo, a meno che siano molto affamati.
In volo, si librano fino a duecento mézure.

 

 

 

Chiodati
Di color argento metallizzato, sono muniti di scaglie a forma di spuntoni acuminati su tutto il corpo, tre corna sulla sommità del capo e un corno sulla punta del muso. Le uniche parti lisce, e perciò vulnerabili, sono la gola e il ventre, di un bianco lattiginoso; le quattro zampe, caratteristicamente tozze; la coda, dall’altrettanto caratteristica forma piatta e corta. In caso di difesa, provvedono a ripiegare e nascondere tali parti sotto il corpo, adagiandovisi sopra.
Le iridi sono color ardesia.
Di indole aggressiva anche a stomaco pieno, sono carnivori e possiedono un pungente odore speziato. Sono addomesticabili solo in rarissimi casi, per lo più se presi da cuccioli.
In volo, si librano fino a cento mézure.

 

 

Nùbei
Caratterizzati da un corpo ricoperto di fine pelliccia bianca o crema, che si estende anche alle quattro zampe e alla lunga coda, emanano un caratteristico odore zuccherino.
Le iridi sono arancioni o blu profondo.
Non hanno armi di offesa, ma possiedono una vista acutissima e, in caso di pericolo, sanno rendersi completamente invisibili e sanno bloccare il proprio odore.
Allo stato selvaggio si nutrono di frutta zuccherina e miele grezzo, ma sono ghiottissimi anche dei fiocchi di miele soffiato prodotti dall’uomo
e non disdegnano la brillargénta, specie da cuccioli.
Di indole addirittura affettuosa, sono facilmente addomesticabili.
Non possiedono ali.

 

Nani
Di stazza inferiore di un terzo rispetto alle altre razze, non volano oltre le dieci mézure, ma sono in compenso degli ottimi nuotatori, dal momento che le quattro zampe terminano in lunghe dita palmate, mentre la coda somiglia molto a un remo. Il corpo è rivestito da scaglie membranose di colore indaco.
Le iridi possono avere qualunque colore appartenente a tutte le altre razze, tuttavia sono gli unici in grado di produrre, talvolta, esemplari con
occhi di colore diverso l’uno dall’altro.
Sono onnivori ed emanano un odore leggermente fruttato.
Hanno un’indole imprevedibile e l’addomesticabilità dipende dal carattere del singolo soggetto.
In caso di pericolo, secernono dalla bocca un veleno irritante che sputano a distanza e che, diluito in acqua àcriba, costituisce un preparato
medicinale dall’effetto espellente.

 

Armonici
Sono ricoperti da una pelle costituita da scaglie madreperlacee leggerissime, color ocra-rosato su gola e ventre, e grigio-fumo sul resto del corpo.
Hanno quattro arti, provvisti di un temibile sperone, più una lunga coda piumata a forma di ventaglio, che usano come timone.
Le iridi sono color giallo-arancio.
È la specie in grado di volare più in alto di tutte: se adeguatamente addestrati, questi esemplari possono librarsi fino a trecento mézure.
Volando, producono un suono caratteristico, simile a quello di un fifro – strumento, fra l’altro, spesso usato dai principianti per guidarne il volo – che riprodotto in particolari condizioni ha la capacità di curare alcune patologie umane, animali e vegetali.
Sono in grado di sputare un getto di aria gelida a sette mézure di distanza, ghiacciando all’istante qualsiasi cosa vi entri a contatto.
Sono metallivori, di indole indipendente e a volte un po’ superba, e hanno un tasso di addomesticabilità variabile a seconda dei soggetti. Emanano un caratteristico odore di cuoio.

 

Ignei
Caratterizzati da un’indole testarda, sono quadrupedi pietrivori, rivestiti da una morbida pelle vellutata color violetto.
Le iridi sono color grigio chiaro.
Emanano un inconfondibile odore di legna bruciata e in volo sono capaci di acrobazie sconosciute alle altre razze. Per questo sono avversari
temibili, in quanto gli attacchi sono così fulminei e poliedrici da dare l’impressione che questi draghi si trovino contemporaneamente in più angolazioni allo stesso tempo.
Sono in grado di sputare una scia di fuoco a cinque mézure di distanza, che annienta all’istante tutto ciò con cui viene a contatto. La loro
addomesticabilità dipende dai soggetti e richiede comunque un addestratore provetto, ma in genere non è facilmente ottenibile.
In volo, si librano fino a centocinquanta mézure.

 

Quetz
Sono ricoperti di scaglie formate da piumette corte e dure, di color verde scuro, mischiate ad altre di color verde più chiaro, il che crea un suggestivo effetto marezzato.
Sulla testa hanno invece una lunga criniera di piume candide che sono, al contrario, molto soffici.
Anche le iridi sono bianche.
Sono l’unica razza di drago serpentiforme che non si sia estinta. Il corpo è provvisto anche di due piccole zampe anteriori che li aiutano negli
spostamenti.
Nonostante l’impossibilità di volare, in quanto – come i Nùbei – sono privi di ali, sono in grado di sollevarsi in posizione verticale sino a quasi due terzi della loro lunghezza totale, svolgendo le loro spire.
Sono avidi insettivori e, se sono sani, non hanno odore particolare per l’olfatto dell’uomo. Sono in grado di stritolare in pochi istanti e di colpire attraverso le lunghe e acuminate zanne.
In caso di grave pericolo, i Quetz sono in grado di irrorarle con del potente acido corrosivo. Hanno un’indole infida e, come i Chiodati, possono essere addomesticati solo in rarissimi casi, per lo più solo se presi da cuccioli.