SITO PERSONALE DI MARINA LENTI

Dal 2008, curiosità e approfondimenti sul mondo di Harry Potter

PROSSIMI EVENTI

Questo è il calendario dei miei prossimi incontri. Un calendario degli incontri passati è consultabile qui.
Per inviti a conferenze o per l’organizzazione di seminari a tema potteriano/Fantastico, anche assieme al disegnatore Cliff Wright (illustratore di Harry Potter and The Chamber of Secrets e Harry Potter and the Prisoner of Azkaban), potete scrivere a:
info@marinalenti.com

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18.05.19 – VERCELLI FANTASTICA – h. 17, 00 – Museo Borgogna, V. A. Borgogna 4

Scrivere e illustrare Harry Potter

      • conferenza

Interviene Cliff Wright, illustratore delle copertine inglesi della Camera dei Segreti e del Prigioniero di Azkaban

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SILVANA DE MARI, LA J.K. ROWLING ITALIANA

Moltissimi potteriani italiani ignorano che anche noi abbiamo una scrittrice che non ha nulla da invidiare a J.K. Rowling. Questa scrittrice è Silvana De Mari, che nell’arco degli ultimi 12 anni ha saputo dare vita a una saga, quella dell’Ultimo Elfo (detta anche La Saga degli Ultimi), che nulla ha da invidiare a quella di Harry Potter per epicità e spessore. Non a caso, nell’antologia saggistica Il Fantastico nella letteratura per ragazzi mi sono dedicata proprio all’esegesi di questa serie (mentre vi ricordo che, nello stesso volume, Silvana ha dedicato invece un saggio proprio a Harry Potter). Ed è in quella sede che l’ho ufficialmente definita “la J.K Rowling nostrana”. Riporto in proposito un estratto da quella pubblicazione, cogliendo l’occasione di ricordarvi che nell’antologia sono presenti anche le distopie di Hunger Games e Divergent, l’epica fiabesca di Narnia e dell’Ultimo Elfo, l’horror di Twilight e Shadowunter, il fantasy mitologico di Percy Jackson e, infine, le dimensioni più classicamente magiche di Bartimeus e del Mondo Emerso.

A ben vedere, gli argomenti presenti nell’intera saga sono gli stessi di cui l’autrice ha trattato nei suoi due saggi sul Fantastico, Il drago come realtà e La realtà dell’orco, il che fa di gran parte della sua produzione un corpus idealmente e meravigliosamente unico. Mentre nella saggistica queste tematiche erano sviscerate dal punto di vista teoretico e scientifico (medico, psicanalitico, sociologico etc.), in questo ciclo di romanzi esse vanno a comporre una storia dal respiro avvincente e profondissimo che fa della De Mari, a buon diritto, la J.K. Rowling nostrana. Forse con un pizzico di fantasia in meno, ma con analoga ironia e, in compenso, con una tonnellata di spessore in più. E se si considera che Harry Potter è una saga così ricca da produrre, altrettanto a buon diritto, una valanga di saggi dalla sfaccettature più diverse, si può ben immaginare cosa possa scaturire applicando un’esegesi altrettanto attenta alla De Mari. Una donna che, va tenuto presente, ha scelto di diventare narratrice perché è un medico. Come lei stessa ci ricorda, infatti, “la narrazione è stata la prima forma di medicina sciamanica e resta l’unica forma straordinaria per modificare i neurotrasmettitori […] e quindi cambia il nostro sistema immunitario. Questa è medicina… Sono un medico che scrive” (M. COSSIDENTE, Intervista a Silvana De Mari, Pandino Fantasy Books 2014, in www.youtube.com).

L’unico rammarico è che, trattandosi di autrice italiana, difficilmente la sua saga – nonostante addirittura una ventina traduzioni estere e un’opzione con la Miramax sul primo libro – assurgerà agli stessi onori delle cronache letterarie e cinematografiche della sua controparte britannica, restando una gemma a disposizione solamente di una nicchia di lettori.

Consola però il fatto che sia la più fulgida testimonianza di come, anche in Italia, si possa fare Fantastico di eccellente qualità, a dispetto dell’aprioristico snobismo che serpeggia oggi fra un certo tipo di appassionati di tale genere.

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INTERVISTA AI TRADUTTORI HARPERCOLLINS DI ‘ANIMALI FANTASTICI – DOVE TROVARLI’

Quella che segue è una piacevole chiacchierata coi traduttori dei libri tratti dal film ‘Animali Fantastici – Dove Trovarli’, editi in Italia da HarperCollins. Si tratta di Alice Casarini, Thomas Mai e Laura Miccoli, le cui biografie si trovano in fondo all’intervista. Buona lettura!

 

L’INTERVISTA

  • Anzitutto grazie per aver accettato l’intervista. La prima domanda è: come siete stati scelti dalla casa editrice per tradurre i volumi dedicati a questo spinoff potterico?

Ci è bastato dire “Accio incarico”! Scherzi a parte, come Alice ripete sempre ai suoi studenti, uno dei lati più belli del mondo della traduzione è che ogni interesse e ogni competenza specifica può diventare un asset prezioso. In questo caso l’editor che ha seguito il progetto, Alessandra Roccato, aveva già lavorato con Alice per altri volumi di narrativa e conosceva la sua passione a tutto tondo (accademica, traduttiva e da fruitrice) per il mondo di J.K. Rowling – passione che Laura e Thomas condividevano e che è risultata fondamentale per l’approccio ai testi.

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TORNA L’HOGWARTS GAME DI FANTASYMAGAZINE

Era il 2006 quando, sul sito di FantasyMagazine nasceva l’Hogwarts Game, gioco online ideato da Maria Cristina Calabrese che simula un vero e proprio anno scolastico in stile potteriano. 

Ora, dopo una lunghissima pausa, l’iniziativa viene riaperta, per riunire tutti gli appassionati di Harry Potter ma anche di fantasy in generale, in un gioco divertente e stimolante per mettere alla prova le proprie conoscenze sul tema.

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LA BRITANNICITA’ CINEMATOGRAFICA DI HARRY POTTER: QUALCHE RIFLESSIONE

Qualche giorno fa mi è capitata sotto il mouse una discussione che ha portato alla ribalta, in me, considerazioni che ho già fatto in passato su altri forum e che voglio riepilogare in questa sede.

 

La questione riguarda la manìa di J.K. Rowling di esigere attori britannici per la pellicola, eccetto per i ruoli esteri come ad esempio quello di Viktor Krum Stanislav Ianevski, che è di nazionalità bulgara.

Ora, due sono le ragioni che possono stare dietro a questa ostinazione: la prima è la solita ‘snobberia’ britannica per cui, una volta tanto che possono puntare i piedi al cinema – che di solito è dominio americano, fra l’altro secondo me giustificatissimo, visto che di solito sono gli unici al mondo che sanno fare film, le eccezioni in altri Paesi si limitano a qualche manciata di titoli – non gli sembra vero di prendersi la rivincita sugli Stati Uniti. Ho riscontrato personalmente che c’è un’innegabile tendenza, in moltissimi sudditi di Sua Maestà, di considerare gli USA culturalmente inferiori, il che per me è retaggio di una mentalità colonialista che non si sono mai scrollati di dosso e l’ho sempre trovato un atteggiamento profondamente irritante. E da alcune dichiarazioni rilasciate in vari frangenti, la Rowling non fa eccezione. Peccato che – diciamocela tutta – senza i dollaroni di Warner non ci sarebbe stata nessuna ‘octalogia’ su grande schermo.

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IL CINEMA FANTASY E IL FALSO GRAAL DELLA SCENEGGIATURA

santo_graalLeggo di remake di film del filone Fantastico che hanno già almeno 2 versioni all’attivo; leggo di prequel inventati dal cinema per sfruttare il filone di film tratti da romanzi, di spinoff carucci ma tutto sommato assai modesti rispetto alla storia-madre… E mi sembra tutto delirante. Come se non ci fosse ottima materia prima fra cui scegliere  e su cui basare ottime sceneggiature! Se fossi una major cinematografica sceglierei un agente in vari Paesi che mi segnalasse i volumi più meritevoli di essere vagliati per un film. Non mi sembra un’idea da Leonardo Da Vinci no? Anche in Italia abbiamo alcune serie fantasy che sul grande schermo non avrebbero nulla da invidiare a quelle inglesi o americane che sono passate negli ultimi 20 anni (alcune delle quali, peraltro, assai scadenti). E i cui libri, grazie alla visibilità che solo il cinema può dare, beneficerebbero non solo di aumenti di tiratura in Italia, ma di richiesta di traduzioni all’estero, con rilancio del made in Italy.


Da estimatrice di Harry Potter, mi domando perché una serie caruccia ma modesta come Animali Fantastici debba essere quella che tiene il mondo col fiato sospeso?!
La colpa è in parte, però, anche del pubblico (nel nostro caso italiano, come nel caso di altri Paesi del loro pubblico indigeno) che fa code chilometriche per vedere questi remake/prequel/spinoff e poi non va in libreria a cercare volumi che gli regalino le stesse emozioni. ma si limita ad aspettare che Warner, Disney & affini gli scodelli nel piatto la prossima portata.


Allora,  voglio nominare 3 saghe italiane da considerare (preciso che ovviamente non ho cognizione di tutto il fantasy italiano, quindi se qualcuno ne conosce altre le segnali nei commenti, la cosa non può che farmi piacere):

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