SITO PERSONALE DI MARINA LENTI

Dal 2008, curiosità e approfondimenti sul mondo di Harry Potter

PROSSIMI EVENTI

Questo è il calendario dei miei prossimi incontri. Un calendario degli incontri passati è consultabile qui.
Per inviti a conferenze o per l’organizzazione di seminari a tema potteriano/Fantastico, anche assieme al disegnatore Cliff Wright (illustratore di Harry Potter and The Chamber of Secrets e Harry Potter and the Prisoner of Azkaban), potete scrivere a:
info@marinalenti.com

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18.05.19 – VERCELLI FANTASTICA – h. 17, 00 – Museo Borgogna, V. A. Borgogna 4

Scrivere e illustrare Harry Potter

      • conferenza

Interviene Cliff Wright, illustratore delle copertine inglesi della Camera dei Segreti e del Prigioniero di Azkaban

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HARRY POTTER: UNA PIETRA FILOSOFALE PER LA PANINI

Fra le generazioni di Italiani attualmente viventi, pochissime non hanno potuto godere, nel corso della loro infanzia, del piacere di collezionare almeno un album di figurine Panini.
Se fate mente locale, vi verranno in mente senz’altro i titoli delle vostre collezioni preferite, quelle di cui
“ai vostri tempi” non si parlava d’altro e non si scambiava altro (e fra queste, di sicuro c’era un qualche immancabile serie Disney, non è vero?).

In effetti la storia di questa impresa modenese, che potete ripercorrere in una interessante panoramica a
questo link, inizia negli Anni Trenta e si snoda fino ai giorni nostri cavalcando tutti i maggiori successi cinematografici, televisivi, fumettistici o comunque di costume che hanno segnato la nostra storia culturale. Fra questi c’è e non poteva mancare, naturalmente, anche Harry Potter.

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LUCCHETTI BABBANI E MEDAGLIONI MAGICI: LA RECENSIONE

Dettagli

ISBN: 978-88-902561-2-7
Pagine: 160
Editore: Camelopardus
Anno: 2007

(NOTA: nel 2012 è stato ripubblciato in edizione ampliata per Camelozampa)

 

L’autrice:

Ilaria Katerinov è laureata in Storia della filosofia medievale e ha conseguito un Master in Editoria cartacea e multimediale presso la Scuola superiore di studi umanistici dell”Università di Bologna. E” traduttrice professionista e collabora con la testata di cinema Badtaste.it.

Cura il sito Queste Oscure Materie, dedicato all’omonima saga di P.Pullman e gestisce La Gazzetta di Forks, blog italiano ufficiale del film Twilight.

Il suo sito personale si trova a questo link.


La recensione:

Avvicinare, da un qualsiasi punto di vista saggistico, la mole di pagine che compone la saga di Harry Potter non è un compito facile. Diventa però addirittura gigantesco se si tratta di esaminare criticamente, in quella mole, il lavoro di traduzione compiuto sul testo originale.

Una possibile soluzione al problema è presentata da questo agile e scorrevole saggio, scritto dalla traduttrice professionista Ilaria Katerinov, che si articola in quattro parti dove vengono riassunte le sfide più tipiche della traduzione di un testo: nomi propri; anagrammi, frasi idiomatiche e doppi sensi; errori e incongruenze; accenti e dialetti.

Tuttavia, seppure ”domato” in questo modo, il territorio da esplorare rimane ancora molto vasto, e allora ecco soccorrere delle sottocategorie, ciascuna corredata da esempi tratti dalla saga.

Non si tratta quindi, di un esame completo dell’opera omnia, che necessiterebbe un lavoro pluriannoso e forse anche sterile agli occhi del normale lettore, ma di un interessante spaccato, ben documentato e ben scritto (e perciò alla portata di tutti) sulle insidie generali più comuni che si nascondono in un testo straniero e in particolare su molte di quelle offerte da un testo così peculiare come l”epopea di J.K. Rowling.

Tutto ciò fornisce al lettore non addetto ai lavori un duplice strumento didattico: da un lato perché evidenzia le particolarità culturali e semantiche che sono parte integrante della saga magica, dall’altro perché dà conto del difficile mestiere del traduttore, che quasi sempre rimane nascosto dietro le quinte ma che gioca una grossa parte nel rendere più o meno apprezzabile un romanzo.

Non propugnando, per le ragioni evidenziate in apertura, uno sguardo d”insieme ”orizzontale”, bensì un”esame di catalogazione ”verticale”, l”andamento del discorso assume, per forza di cose, un ritmo leggermente spezzato. Ma non per questo il succo del lavoro diventa meno godibile. Per contro, questo sistema permette una maggior profondità di analisi, potendosi concentrare di volta in volta su esempi concreti e specifici.

Le spiegazioni relative alle scelte operate dai traduttori di Salani, la casa editrice che pubblica
Harry Potter nel nostro Paese, vengono ampiamente sviscerate. A volte viene offerta anche una possibile alternativa, a dimostrazione di come l”opera di traduzione non sia una rigida formula matematica, ma una delicata operazione di sensibilità a tutto campo, poiché coinvolge, oltre all”ovvia padronanza sintattica e semantica delle due lingue fra le quali ci si deve muovere, la cultura particolare del Paese di origine del romanzo e del Paese in cui il testo deve essere tradotto.

Dopo l”analisi di ogni termine o problematica presi ad esempio, il saggio distribuisce critiche ed elogi in maniera equanime in merito alle soluzioni finali adottate da Salani. E se, con riguardo a quest’ultimo punto, si entra talvolta nel campo minato del gusto soggettivo e dunque il lettore — pur edotto sulle premesse linguistiche che hanno determinato l’una o l’altra scelta — può trovarsi anche a dissentire con l”opinione espressa, il lavoro scientifico di disamina resta comunque prezioso e inoppugnabile.

Il volumetto si conclude con una quinta parte dedicata alle differenze di traduzione fra Inglese britannico e americano, arricchendo ulteriormente la prospettiva, dal momento che se due Paesi la cui lingua ha un”origine comune rischiano spesso di non intendersi su determinati vocaboli, ancor più preziosa appare l”opera del traduttore straniero che deve incaricarsi di traghettare quegli stessi concetti in una lingua di ceppo completamente diverso come quello neolatino cui appartiene il nostro Italiano.


Conclusioni:

In definitiva, siamo di fronte a una pubblicazione che arricchisce senz’altro la saggistica italiana su Harry Potter conducendola, con grazia e competenza, su un terreno che finora era stato esplorato solo in parte.

CONSIGLI EDITORIALI E… POTTEROLOGIA COMPARATA – pt.1

 

I lettori di Harry Potter – e di questo blog – sono, anzitutto, lettori di libri.

Molti di loro si dedicano anche alla scrittura e da un bel po’ di tempo noto, sotto questo profilo, un gran fermento nelle mie conoscenze, una parte delle quali si

appresta a ultimare un romanzo o a cercare un editore.

Per queste persone innanzitutto, ma anche per il lettore semplicemente curioso di dare un”occhiata a qualche meccanismo dietro le quinte dell’editoria, ho pensato allora di riproporre, in forma riveduta e aggiornata, un pezzo diviso in 3 parti, scritto poco dopo la prima pubblicazione del mio saggio su
Harry Potter e forse rimasto poco visibile all’epoca a causa del disastroso sistema di navigazione del portale di Supereva.

Le mie riflessioni traggono spunto, da un lato, dal panorama italiano (filtrato attraverso la mia esperienza soggettiva) e dall’altro rapportano il discorso ”editoria” a quella che è stata l’esperienza di
J.K. Rowling e/o del mondo potteriano, così da mantenere il discorso pertinente al tema di questo blog, coniugando felicemente tutti gli ‘interessi’ in gioco.

L’articolo è molto lungo, e dunque sarà pubblicato in tre parti.

Sarò molto lieta se i lettori, e soprattutto gli autori e gli editori che seguono questo blog, vorranno postare anche il loro parere maturato in base alla loro esperienza, così da arricchire la prospettiva.

Buona lettura!

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HARRY POTTER E LA FILOSOFIA: LA RECENSIONE

regazzoniDettagli:

ISBN: 8870186997
Pagine: 126
Editore: Il Nuovo Melangolo
Anno: 2008
 

L’autore:

Simone Regazzoni è docente di filosofia all’Università Cattolica di Milano. E’ coautore del volume La filosofia del dr. House, Ponte alle Grazie, 2007 e autore dei volumi La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida, il Melangolo, 2006; Nel nome di Chora. Da Derrida a Platone e al di là, il Melangolo, 2008, La filosofia di Lost, Ponte alle Grazie, 2009.

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IL BISNONNO DEL BASILISCO

thebasiliskUn eccezionale ritrovamento archeologico in Colombia ha portato alla luce, agli inizi di quest”anno, i resti fossili del più grande serpente mai esistito: si tratta del Titanoboa, un esemplare lungo 13 metri e del diametro di uno (!). Il peso? Una piuma di una tonnellata. In pratica il tirannosauro dei rettili, con una dieta a base nientepopodimeno che di coccodrilli…

L”associazione di idee con il
Basilisco di Harry Potter è scattata subito, naturalmente. Questo Titanoboa, per via delle sue caratteristiche, gli somiglia infatti straordinariamente, almeno nell”aspetto hollywoodiano che la Rowling prima, e Chris Columbus poi, hanno voluto regalare a questo mostro, che nel film è lungo addirittura il doppio di questo fossile.

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