SITO PERSONALE DI MARINA LENTI

Dal 2008, curiosità e approfondimenti sul mondo di Harry Potter

PROSSIMI EVENTI

Per inviti a conferenze  o per l’organizzazione di seminari a tema potteriano/Fantastico potete scrivere a info@marinalenti.com

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13.05.18- Un Viaggio nella Terra di Mezzo (3 ed)

Castello di Galliate (NO) – h. 17,00

Hobbitologia

  • presentazione dell’antologia saggistica dedicata a Lo Hobbit

Intervengono anche Paola Cartoceti, Cristina Donati, Paolo Gulisano, Martina Frammartino

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27.05.18 – Favolare

Castello di Piovera (Alessandria) – h 12:00 e h 15,30

I 20 anni della Camera dei Segreti

  • conferenza

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23.06.18 – Festival Univercity 2018

Università di Genova  – h 16,00

Harry Potter: come nasce una saga da 450 milioni di lettori

  • conferenza

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24.06.18 – Inchiostro, festival dell’editoria indipendente

Crema –  centro culturale S. Agostino – h 16,00

J.K. Rowling, l’incantatrice di 450 milioni di lettori

  • conferenza
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LA STREGA DI NOTTURN ALLEY

Non accade sempre come è accaduto nel caso di Robert Pattinson: partecipare ai film di Harry Potter quando si è sconosciuti non porta automaticamente a successive offerte in grado di trasformare gli attori in star hollywoodiane.  


Infatti il colpo di fortuna di Pattinson – che da comprimario potteriano nella parte di Cedric Diggory è diventato, proprio grazie a quell’esposizione mediatica, coprotagonista nella saga di Twilight – non si è verificato nel caso dell’attrice Jenny Tarren. Quest’ultimo rimane tutt’oggi un nome assolutamente sconosciuto ai più, specialmente fuori dal Regno Unito.
 
La Tarren ha rivestito i panni della strega che, quando Harry finisce accidentalmente a Notturn Alley nel corso degli eventi della Camera dei Segreti, gli chiede se si è smarrito. E ha raccontato dettagliatamente la sua esperienza su set potteriano attraverso il suo sito.


A questo link potete leggere come ha ottenuto la parte, mentre a questo c’è un’interessante spiegazione di come è stato realizzato il suo trucco.
A questo link, infine, c’è la cronaca delle riprese giorno per giorno: una sorta di diario appassionato e dolcemente nostalgico.


Purtroppo si tratta di materiale in lingua inglese, ma se avete qualcuno che possa tradurvelo (o se volete provare a farvelo tradurre da Google), vi raccomando di leggerlo, perché è davvero uno spaccato di prima mano molto interessante sul dietro le quinte dei primi film.

 

 

I 20 ANNI DI HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE A FAVOLARE

Domenica 27 maggio sarò, assieme all’amico Paolo Gulisano, alla manifestazione FAVOLARE, che si terrà al Castello di Piovera (AL).

 

L’evento, che ha per tema le fiabe e quindi vedrà i cosplayuer e gli scenari  più svariati, è organizzato da Organizzato dall’associazione Contea del Falcone e dal Castello di Piovera.

 

Io parlerò di Harry Potter e Pietra Filosofale, in occasione del ventennale della sua pubblicazione italiana, mentre Paolo parlerà di Tolkien (con un intervento previsto per  le ore 14:30 dal titolo  “C’è un drago nel Regno!”).

 

Qui di seguito, invece, la mia ‘tabella di marcia’ della giornata:

 

– ore 11:00 incontro per autografare i libri, con gli “studenti di Hogwarts“, presso il Ghirigoro a Diagon Alley.
– ore 12:00 conferenza “I 20 anni della Pietra Filosofale” (durata 30′ circa), Area Conferenze Cantine del Castello.
– ore 15:30 conferenza “I 20 anni della Pietra Filosofale” (durata 30′ circa), Area Conferenze Cantine del Castello.
– ore 17:00 incontro per autografare i libri, con gli “studenti di Hogwarts“, presso il Ghirigoro a Diagon Alley.

 

Vi aspetto!

L’ANTAGONISTA NELLE FAN FICTION POTTERIANE

Creare per il proprio eroe un antagonista credibile è una delle sfide più difficili per chi affronta la scrittura.

Nel caso delle fan fiction si può usare una comoda scorciatoia, utilizzando qualche Mangiamorte già creato dalla Rowling o lo stesso Voldemort.

Questa soluzione è però anche la meno creativa, e quindi la meno soddisfacente. Perché invece non creare un Mangiamorte nuovo di zecca? Oppure un mago dedito alle Arti Oscure, anche se non direttamente affiliato a Voldemort e ai suoi seguaci? O addirittura, un mago oscuro che si pone in antagonismo con Voldemort? Gli spunti, come si vede, sono molteplici, ma in questo caso, per fare un ‘cattivo’ credibile e non una semplice ‘figura di cartone’ senza spessore, ci vogliono alcuni accorgimenti.

Anzitutto, il pubblico deve percepire il cattivo come una minaccia concreta e inevitabile sul cammino dell’eroe-protagonista (sia che questo ruolo venga rappresentato da Harry o da qualcuno dei suoi compagni oppure da qualcuno dei maghi dell’Ordine della Fenice, anche di vostra invenzione).

Quindi il cattivo deve presentare un mix di caratteristiche come si ritrovano in tutte le persone reali: nessuno è un concentrato di Male puro, persino Voldemort ha offerto a Lily di salvarsi la notte del massacro a Godric’s Hollow, quando era ormai era diventato l’apoteosi di un mago oscuro, e tutto ciò solo per accontentare la richiesta di Piton.

Bisogna inoltre tenere presente che i percorsi mentali del cattivo, che a noi appaiono giustamente aberranti, a quest’ultimo sembrano perfettamente coerenti, proprio perché il suo cervello ragiona in una sorta di ‘cortocircuito’, per cui se per un cervello normale il presupposto A conduce alla conclusione A1, per quello di un cattivo conduce alla conclusione B secondo un percorso distorto ma che, pur nella sua distorsione, ha una logica interna.

Da questo discende che le azioni del cattivo non devono essere guidate semplicemente dal desiderio di fare del male di per sé o comunque da azioni totalmente scollegate fra loro. C’è sempre una ragione sottesa alla azioni umane (giusta o sbagliata che sia) e, anche se il cattivo fosse completamente matto, un esame clinico approfondito mostrerebbe comunque una ”logica” in quel che fa, per quanto incomprensibile dall’esterno. Spesso, nella percezione comune, un matto è qualcuno che fa qualcosa senza motivo, mentre il realtà non è mai così e procedendo in questo modo avremmo un classico matto di cartone, lo stereotipo dello scienziato pazzo che vuole distruggere tutto solo “perché è pazzo”. Si tratta evidentemente di una tautologia che dunque non fornisce alcuna profondità psicologica al personaggio che si tenta di creare.

I criminologi sanno bene che quei detenuti che vogliono farsi passare per matti per evitare la detenzione, spesso incorrono in errori di questo tipo e dunque, per provare che sono matti, rispondono ai medici in modo palesemente contrario al buonsenso, ma senza alcun fondamento. Un classico dei test di questo tipo è la domanda sul colore della neve: la casistica medica ci dice che il ‘peracottaro’ che si finge matto dirà, nella maggioranza dei casi, che la neve è nera. Solo perché il nero è il contrario del bianco e, secondo una concezione diffusa, il matto fa le cose normali a rovescio. La pazzia invece segue sempre un proprio filo interno, per quanto deviante e assurdo (e a volte dagli effetti condannabili) possa risultare a una psiche normale: dunque è importante non incorrere nel medesimo svarione di cui sopra.

Un esempio eclatante e sicuramente esasperato, ma valevole per illustrare immediatamente il punto: un personaggio che desse fuoco alle case perché detesta mangiare i cavolini di Bruxelles, non avrebbe alcuna coerenza interna. Se è un piromane che si concentra sulle abitazioni è perché queste ultime, per lui, hanno qualche valore simbolico (che dovrete costruire e a un certo punto della storia dovrete mostrare) e perché il fuoco ne rappresenta un altro (che dovrete costruire e altresì mostrare) e infine perché il vedere bruciare qualcosa gli provoca una determinata sensazione piacevole per via di un terzo motivo riposto nel segreto della sua psiche (che dovrete costruire e mostrare).

Guardate quel che ha fatto la Rowling nel Principe Mezzosangue: ci ha mostrato un Tom Riddle in cui la brama di potere e il narcisismo crescono man mano che egli apprende nuovi saperi e ha illustrato, inanellandoli con coerenza e grazie all’ottimo espediente letterario del Pensatoio, gli episodi che rappresentano pietre miliari di questo cammino psicologico. Il desiderio di autoaffermazione per dominare chiunque e qualunque cosa, è quindi l”elemento scatenante che lo porta a immergersi sempre più nelle Arti Oscure e a schiacciare chi gli sta intorno. E un tale desiderio nasce e si sviluppa sul terreno più adeguato: un anonimo orfano che si sente diverso e migliore rispetto agli altri bambini, che cova vendetta verso il padre che l’ha privato di tutto e che identifica la stirpe di quest’ultimo come responsabile finale dei propri malesseri.

Una buona psicologia del cattivo sarà inoltre uno dei fattori di ‘presa’ sul lettore: egli vorrà cercare con tutte le sue forze di capire con che razza di assurda logica proceda questo personaggio, poiché entrare nella sua ottica gli può permettere di indovinare quali azioni il cattivo ha in serbo contro l’eroe.

Per chiudere, la ciliegina sulla torta: ricordiamoci l’affermazione della Rowling, quando dice che un cattivo convincente deve macchiarsi dell’uccisione di personaggi amati dal pubblico. Lezione imparata da Stephen King che, nel suo ”On Writing”, raccomanda all’autore di “uccidere i propri cari”.

Siate dunque preparati a sacrificare qualcuno dei personaggi della vostra fan fiction che vi stanno particolarmente a cuore, sia che si tratti di caratteri mutuati dalla saga che di nuovi personaggi di vostra creazione.

AL CASTELLO DI GALLIATE (NO) PER PARLARE DI HOBBITOLOGIA E DI HARRY POTTER

Domenica 13 Maggio 2018, dalle ore 10.00 alle ore 19.00 il Castello Visconteo Sforzesco di Galliate (NO) sarà invaso da elfi, stregoni, nani e hobbit che vi faranno rivivere le avventure dei protagonisti de “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”.

All’evento parteciperò, in compagnia di Paola Cartoceti, Cristina Donati, Paolo Gulisano,  Martina Frammartino, per parlare  di “Hobbitologia- 10 sfaccettature per leggere Lo Hobbit”

Si tratta dell’antologia saggistica multiautore che abbiamo ideato e scritto per Camelozampa, in cui io mi sono occupata del ruolo del cibo nel romanzo, in maniera analoga (anche se qui molto più succinta poiché trattasi di saggio breve e non di saggio in volume) a quanto ho fatto in Harry Potter, il cibo come strumento letterario.

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PARODIANDO HARRY POTTER

Su Youtube, uno spezzone del film La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler (che racconta la vita del dittatore nel bunker berlinese prima del suicidio) è diventato lo spunto per mille parodie su mille temi diversi.

Poteva mancare anche la versione potteriana? No di certo, e infatti ce ne sono almeno una mezza dozzina!

Qui vi propongo le due più riuscite: la prima mostra la reazione di Hitler dopo aver appreso di non essere stato ammesso a frequentare Hogwarts. Il dialogo è quello originale in Tedesco, mentre i sottotitoli inventati sono purtroppo solo in Inglese, ma vale assolutamente la pena che ve li facciate tradurre, perché alcune  battute, come quelle  su unicorni e ippogrifi, sono davvero esilaranti…

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