J.K. Rowling ha dichiarato di aver usato il termine slang ‘muggle’, che in Italiano è stato tradotto con ‘babbano’, nella sua accezione di “persona facilmente ingannabile”. In pratica, un sempliciotto.

La scelta della traduttrice Marina Astrologo è molto appropriata in quanto, esprimendo il passaggio di lingua attraverso un vocabolo che, in Italiano, ha la stessa radice di ‘babbeo’, è riuscita a conservare perfettamente il significato autentico della parola e, al contempo, il sapore inusitato della stessa.

 

Muggle, reso popolare e di uso comune proprio grazie alla saga, nel 2003 è stato inserito addirittura nell’Oxford dictionary.

Ma da dove arriva, precisamente, questo vocabolo? L’etimologia è sconosciuta, però siamo in grado di rintracciarne almeno gli esordi temporali nell’Inglese moderno.

Recentemente, il Time ha riportato in luce un avvistamento del vocabolo risalente al 1931. In un articolo dell’epoca, pubblicato proprio da questa rivista, si legge infatti la frase:

“Prison authorities find muggle-smuggling a perplexing problem”
(“Le autorità della prigione trovano che il contrabbando di muggle sia un problema sconcertante”)

Ma la parola viene, in realtà, da ancora più lontano, almeno dal decennio precedente. E cioè dagli anni in cui, nell’ambiente jazz di New Orleans, era usato per alludere agli spinelli, significato applicabile anche all’articolo di cui sopra.

Una riprova è data da un passaggio di Really The Blues, memoriale del clarinettista Mezz Mezzrow, classe1899, che egli scrisse nel 1946 usando proprio lo slang in voga negli Anni Venti. Parlando delle sue esperienze con gli stupefacenti, il musicista afferma:

“We used to roll our cigarettes right out in the open and light up like you would on a Camel or a Chesterfield. To us a muggle wasn’t any more dangerous or habit-forming than those other great American vices, the five-cent Coke and the ice-cream cone, only it gave you more kicks for your money.”
(“Ci arrotolavamo le nostre sigarette allo scoperto e le accendevamo come faresti con una Camel o una Chesterfield. Per noi un muggle non era più pericoloso o assuefativo di quegli altri grandi vizi americani, la Coca Cola da cinque centesimi o il cono gelato, solo che in cambio dei tuoi soldi ti dava più spinta”)


Del resto, anche la disputa legale fra J.K. Rowling e Nancy Stuffer, aveva evidenziato che il termine era già in uso almeno dal 1928, anno in cui Louis Armstrong registrò uno strumentale con questo titolo, e che quindi né la Rowling né la Stouffer potevano averlo inventato e vantarne l’uso esclusivo. Peraltro, la prima non ne ha mai reclamato la paternità, era la seconda a volerlo fare.