Su questo blog parlo raramente di me e dei miei libri, se non per segnalare gli eventi più importanti a tema cui prendo parte (ma il più delle volte mi limito a segnalarli su Facebook, Twitter e sul calendario di questo sito).

Oggi voglio fare un’eccezione e parlare de L’Incantesimo Harry Potter. A fine articolo spiegherò perché.

 

L’Incantesimo Harry Potter è stato il mio primo saggio.

Mi fu commissionato dalla casa editrice, nella persona di Franco Clun (uno dei soci di allora) dopo solo 3 mesi dal mio inizio di collaborazione con FantasyMagazine, di cui all’epoca Franco era il curatore.

Fu una sfida, ma decisi di provare a coglierla e sarò sempre grata a Franco per avermi dato questa prima opportunità, per la fiducia accordatami e per aver visto delle potenzialità nella mia scrittura.

 

All’epoca (2004), Harry Potter era già un fenomeno letterario e cinematografico, ma non si era ancora giunti ai livelli di ‘follia collettiva’ che sarebbero stati poi raggiunti con l’uscita del sesto e del settimo romanzo della serie e che, ancora oggi, genera centinaia di eventi solo in Italia.

Pertanto, la produzione saggistica sul tema che attualmente – sempre in Italia – conta più o meno una quarantina di titoli, contava un solo volume, Harry Potter e l’avventura di crescere, un saggio di taglio pedagogico scritto dalla psicanalista Rita Ricci.

 

Optai per un approccio a 360°, che fornisse un panorama, sia al neofita che all’appassionato, sulla sua genesi, sull’analisi della sua espressione letteraria e cinematografica e, infine, sugli assortiti corollari che ruotano attorno a qualsiasi fenomeno di costume.

Fu apprezzato dalla maggior parte del pubblico potteriano; poche furono le voci critiche dello zoccolo duro dei fan, che mi accusarono (peraltro senza averlo mai letto) di “voler fare soldi alle spalle di JKR”. Una critica che ho sempre trovato sciocca e naif. Sciocca perché la saggistica, dalla notte dei tempi, esiste e ha una sua dignità che solo chi non conosce questo genere può bollare in questo modo. E naif perché scrivere un saggio su un argomento molto popolare non significa guadagnare somme vicine al fenomeno, nemmeno lontanamente. A parte rari casi, in Italia ancora più rari, e di solito casi di narrativa e non di saggistica, scrivere fa guadagnare piccole somme, quando va bene, e quasi nulla, quando va male.

Per contro, il tempo dedicato alla ricerca e alla stesura non prende mai meno di un anno (è il caso dell’Incantesimo, dunque, è un lavoro che si fa per passione, diversamente lo stesso tempo speso dietro al lavoro ‘vero’ è molto più remunerativo.), ma può arrivare anche a cinque. Quest’ultimo è il caso della Metafisica di Harry Potter, anche se in tale lasso va conteggiato il fatto che, parallelamente, ho intrapreso la stesura di un romanzo; ma anche dividendo per due fanno pur sempre due anni e mezzo. Tuttavia, come diceva Ende, questa è un’altra storia e dovrà essere raccontata un’altra volta…

 

Ritorniamo dunque all‘Incantesimo… Col tempo, è diventato un punto di riferimento sia per gli appassionati che per parecchi studenti universitari che hanno affrontato Harry Potter come tesi.

Queste sono quelle di cui sono direttamente a conoscenza, ma sono sempre pronta ad aggiornare l’elenco se qualcuno di voi vorrà segnalarmene altre:

 

  • La semiotica e la fiaba moderna – Da Propp a Potter

L’elaborato, lungo 60 pagine, è stato presentato da Pia Ferrara per l’anno accademico 2005/ 2006 del corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione presso la LUISS di Roma.

 

  • Harry Potter – un fenomeno intergenerazionale: uno studio empirico

L’elaborato, lungo 86 pagine, è stato presentato da Vincenzo Pinello per l’anno accademico 2006/2007 del corso di laurea in Scienze della Comunicazione presso l‘Università degli Studi di Palermo.

 

  • Nuove varietà per la comunicazione multimediale. Il caso delle fanfiction su Harry Potter

L’elaborato, lungo 247 pagine, è stato presentato da Valentina Pedroni per l’anno accademico 2007/2008 del corso di laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.

 

  • La magia del racconto di J. K. Rowling nella saga e nel cinema

L’elaborato, lungo 138 pagine, è stato presentato da Fabiana Spaggiari, per l’anno accademico 2008/2009 del corso di laurea di Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Parma.

 

  • Harry Potter – Crescita di un adolescente

L’elaborato, lungo 65 pagine, è stato presentato da Giulia Losi, per l’anno accademico 2009/2010 del corso di laurea di Scienze della Formazione presso l’Università degli Studi di Verona.

 

  • Da Oliver Twist a Harry Potter – Come è cambiata la narrativa per ragazzi

L’elaborato, lungo 218 pagine, è stato presentato da Chiara Podano, per l’anno accademico 2010/2011 del corso di laurea di Editoria Multimediale e nuove professioni dell’informazione presso l’Università La Sapienza di Roma.

 

  • La saga di Harry Potter: fabula, trame allegoriche e la rilevanza di The Deathly Hallows

L’elaborato, lungo 87 pagine è stato presentato da Ottavia Ghelardoni per l’anno accademico 20112012 del corso di laurea di Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Pisa.

 

Altri saggisti mi hanno fatto inoltre l’onore di usarlo come fonte bibliografica nei seguenti volumi:

 

  • Ilaria Katerinov, Lucchetti babbani e medaglioni magici, ed. Camelopardus, 2007.
  • Simone Regazzoni, Harry Potter e la filosofia, ed. Il Melangolo, 2008.
  • Francesca Barbolini, Effetto Harry Potter, ed. Il Foglio, 2009.
  • Valentina Oppezzo, Harry Potter al cinema, ed. Le Mani, 2010.
  • Maria Teresa Trisciuzzi, La “polvere scintillante” della conoscenza e il conflitto tra autorità e libertà in Philip Pullman. Le nuove strade fantasy della letteratura per ragazzi, Ricerche di Pedagogia e Didattica – Journal of Theories and Research in Education, Vol. 5, no.2, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, 2010
  • AA.VV., Potterologia, ed. Camelozampa, 2011.
  • Silvana De Mari, La realtà dell’orco, ed. Lindau, 2012.
  • Silvana De Mari, L’ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte, AA.VV., Il Fantastico per ragazzi: luci e ombre di 10 serie di successo, ed. Runa, 2016.

 

Di molti ho fatto anche la recensione, anche se dal cambio di template avvenuto ormai due anni e mezzo fa non ho ancora avuto il tempo di ricaricarli tutti, sto continuando a caricare vecchi articoli poco a poco ma erano tanti e il processo va rifatto tutto a mano, purtroppo.

La vita editoriale del titolo è stata molto fortunata: la prima edizione, presentata in anteprima alla Fiera di Torino (da un’autrice completamento in panico, non avevo mai parlato da un palco, figuriamoci uno così blasonato!) ha vinto il Premio Italia 2007 e si sono succedute ben quattro edizioni, due in cartaceo e due in ebook, anche se ormai tutti fuori catalogo. Eccoli in dettaglio:

 

  • L’incantesimo Harry Potter, Delos Books, 2006, ISBN 88-89096-38-1 (cartaceo)
  • L’incantesimo Harry Potter, 2ª ed., Delos Books, 2007, ISBN 978-88-89096-76-5 (cartaceo aggiornato al quinto film e ad anticipazioni del sesto libro)
  • L’incantesimo Harry Potter, 3ª ed., Delos Books, 2010, ISBN 978-88-6530-091-6 (ebook)
  • L’incantesimo Harry Potter, 4ª ed., Delos Books, 2012, ISBN 978-88-6530-386-3 (ebook aggiornato con un capitolo aggiuntivo dedicato al fenomeno Pottermore)

 

Recentemente, ho scoperto che la prima edizione, andata esaurita è diventata addirittura un articolo da collezione, come riporta questo sito specializzato in rarità librarie. Della seconda mi restavano ancora pochissime copie autore che ho esaurito due mesi fa. Adesso anche quella tiratura è esaurita. La terza edizione, la prima in ebook, è stata ovviamente ritirata quando abbiamo fatto uscire la quarta col capitolo aggiuntivo. Quest’ultima è andata poi fuori catalogo, per naturale decorrenza del contratto che non ho voluto rinnovare (perché non amo gli ebook), quattro anni fa.

 

E siamo arrivati finalmente al perché ho voluto tracciare la storia di questo saggio: fin dalla conclusione della saga cartacea e cinematografica, avrei sempre voluto fare un’edizione aggiornata che esaminasse i due volumi e i tre film rimasti fuori, oltre a implementare alcune vecchie parti alla luce della marea di informazioni uscite dopo l’ultima versione ebook. Ho anche un editore che si è detto interessato a considerarne la pubblicazione cartacea.

Poiché si tratterebbe però di un aggiornamento che richiederebbe parecchio tempo sia in ricerca che stesura, e poiché la vita, il lavoro (quello ‘vero’) e l’uscita di altri libri non mi hanno mai permesso di affrontare il compito, l’ho sempre rimandato a tempi migliori.

 

Non ho più intenzione, l’ho dichiarato più volte, di scrivere di Harry Potter, ritenendo di aver detto tutto quello che avevo da dire (anche se molto ci sarebbe ancora da dire, ma ho preferito concentrami su altri progetti, come Hobbitologia e altre cose attualmente in cantiere). Tuttavia, terminare L’Incantesimo resta ancora fra i miei traguardi, perché sento di voler dare un compimento al volume che ha iniziato tutto e che in questi quattordici anni mi ha consentito di conoscere persone meravigliose e di fare esperienze straordinarie. E adesso che non si trova più in giro neanche una copia, credo che il momento sia davvero arrivato.

Spero dunque di trovare il tempo (e il coraggio) per affrontare questo nuovo e impegnativo compito entro l’anno venturo, che fra l’altro rappresenta per me una ricorrenza molto speciale e quindi mi piacerebbe celebrarla con una ‘milestone’ di questo tipo.

E spero che coloro fra voi che mi hanno seguita fin qui vogliano seguirmi anche in questa simbolica chiusura di un ciclo, prima di consegnare Harry alla storia e, forse, dedicarmi ad altri progetti.