Fin dalle prime interviste J.K. Rowling ha sempre dichiarato di amare scrivere nei caffè anche prima di iniziare a lavorare su Harry Potter.

E, in effetti, sappiamo che buona parte della redazione della Pietra Filosofale è avvenuta in almeno te locali di questo tipo: durante la permanenza in Portogallo, presso il sontuoso Majestic, storico locale di Oporto in rua Santa Caterina risalente agli Anni Venti; quando poi la Rowling si trasferì a Edimburgo, le due mete d’elezione divennero l‘Elephant House, situato al numero 21 di George IV Bridge e il Nicholson’s, che si trova al numero 6 di Nicholson’s Street.

 La scrittrice ha poi continuato a coltivare questa abitudine anche nei volumi successivi, fino a quando l’eccessiva popolarità ha iniziato a impedirglielo.

Orbene, a prima vista questa peculiarità sembrerebbe solo un vezzo un po’ eccentrico, dal momento che concentrarsi in mezzo al brusio degli avventori, agli sbuffi della macchina del caffè e al ciangottio delle stoviglie non parrebbe il massimo del comfort. Eppure arrivano ora i risultati di uno studio dell’Università dell’Illinois secondo cui questo tipo di rumori stimolerebbero la creatività.

Tutto sta nel dosare i decibel: 70 è il livello ottimale, mentre al disopra della soglia degli 85 si torna a essere improduttivi. Per chi volesse approfondire la questione, qui c’è l’intero report.

A chi invece interessasse poco la teoria ma fosse estremamente propenso alla pratica e volesse cercare di emulare i risultati ottenuti dalla Rowling :), il sito Coffitivity mette a disposizione un generatore di ‘rumore da bar’ che potete azionare mentre scrivete il vostro capolavoro. Basta cliccare qui e in un istante, senza muovervi da casa, vi troverete nell’ambiente perfetto per creare il degno erede del fortunato maghetto.

Se invece amate un suono più familiare, sappiate che, secondo i succitati ricercatori americani, funziona ugualmente bene anche una semplice televisione accesa in sottofondo…