Qualche giorno fa ho letto con molto piacere, sulla testata FantasyMagazine, una lettera aperta da parte di uno dei numerosi critici cristiani della saga di Harry Potter, Edoardo Rialti. Rialti è insegnante di Letteratura Comparata in Italia e in Canada, ed è saggista e traduttore di letteratura inglese, e scrive per Il Foglio, occupandosi spesso di letteratura fantasy.

 

 

Nel 2008 scrisse, sull’Osservatore Romano, un pezzo fortemente critico sull’opera di J.K. Rowling, che fu pubblicato accanto a un altro articolo, questa volta elogativo, a firma dell’amico Paolo Gulisano, anch’egli saggista e co-autore, fra l’altro, della nostra antologia di beneficenza Potterologia.

Entrambi i pezzi possono essere letti ancora online a questa pagina. Per quanto riguarda l’intervento di Rialti, io stessa ne commentai le evidenti storture, per conto di FantasyMagazine, in questo articolo. 

 

Oggi Rialti rivede le proprie posizioni, che ancora oggi non esito a definire talebane, e fa ammenda, anche se non proprio totale. Una correzione di tiro per cui, in ogni caso, non si può che fargli tanto di cappello per l’onestà intellettuale.

Continuo però a pensare che, quando scrisse le sue critiche alla saga, si basasse solo sugli scritti di altri critici, senza aver letto i romanzi, perché non si spiegano altrimenti certe affermazioni che fece a suo tempo. Se ora invece l’ha letta e, a quanto si desume da questo nuovo scritto, con attenzione, non posso che felicitarmi.

Fra l’altro, alcuni di quegli stessi critici da cui altri successivamente attingono, come ad esempio la famosa
Laura Mallory –  la mamma americana che cercò i far bandire i romanzi della Rowling dalla biblioteca scolastica dei suoi figli e che, da allora, lotta senza quartiere per convincere la gente sulla pericolosità insita nella saga – hanno ammesso candidamente di non aver mai letto i romanzi. Nello specifico della Mallory, la sua crociata anti-Potter è partita dall’aver visto un documentario dove venivano propugnati tutti i soliti cliché medioeval-oscurantisti che i potteriani ben conoscono, come confessò candidamente in un’intervista rilasciata a Melissa Anelli, curatrice del famoso sito potteriano Leaky Cauldron e autrice di un saggio sul fandom intitolato Harry – a History.


Ora, si può anche fortemente critici anche su
Harry Potter, per carità, mica è intoccabile. Ma le critiche debbono essere fondate. Quelle sulla stregoneria non mi sono mai sembrate tali, mentre concedo ad alcuni linguisti puristi che la prosa di della Rowling non è sicuramente Proust e in certi punti imbarca persino acqua (ad esempio le prime pagine della Pietra Filosofale). Ma per quanto mi riguarda la forma è secondaria al contenuto e i contenuti di Harry Potter continuano a dimostrarsi ricchissimi, variegati (come del resto dimostra l’amplissima saggistica in merito) e spesso, come ha riconosciuto ora Rialti stesso, toccanti.

Poche saghe sono state in grado di fare altrettanto.