Quanto ha raccolto, sinora, l’operazione benefica di Beda il Bardo?

E’ lo stesso sito della charity a rivelarcelo, specificando che i profitti al netto dei costi ammontano finora a unidici milioni di sterline, pari a oltre dodici milioni di euro, a cui vanno sommati altri tre milioni di euro aggiuntivi, per un totale di oltre quindici milioni di euro (più di ventinove miliardi delle vecchie lire!).

Il tutto a sostegno delle campagne di Lumos (ex Children’s High  Level Group) in aiuto ai bambini e ai giovani dell’Europa centrale e dell’Est.

Del resto sapevamo già, da un comunicato stampa  diffuso a metà gennaio 2009 da Salani, che il libricino di novelle di J.K. Rowling aveva raggiunto  nel nostro Paese, in poco più di un mese, la ragguardevole cifra di oltre ottantamila copie vendute e poiché ogni copia rappresenta 2,4 euro a favore dell’istituzione benefica ne consegue che il tricolore aveva  già portato allora, nelle casse dell’ente, oltre duecentomila euro.

Chiaramente, la pacatezza dell’aggettivo usato sopra è commisurata alla potenza di fuoco dell’autrice britannica, abituata a totalizzare, col suo maghetto, milioni di copie vendute in pochissimo tempo. Per qualsiasi altro autore, raggiungere una cifra del genere in Italia, in un periodo di tempo così esiguo, meriterebbe unicamente l’uso dell’aggettivo ‘fantascientifico’.

A questo riguardo,  una rapida comparazione con la situazione mondiale è illuminante: nella prima settimana di uscita Le Fiabe di Beda il Bardo hanno venduto oltre due milioni e mezzo di copie, generando oltre quattro milioni di sterline per il Children’s High Level Group e portando il volumetto nel guiness dei primati come libro venduto più velocemente nel 2008.