L’anno scorso, la testata Cinemablend aveva rivelato che la Warner, ormai in vista del capolinea della ‘cuccagna Potter’, si starebbe guardando intorno per prolungare la felicissima e lunga stagione proprio grazie a Beda il Bardo.
La testata aveva fatto riferimento a sue non meglio identificate ma affidabili fonti vicine alla casa cinematografica. Secondo queste fonti, la perplessità di Warner verterebbe sulle modalità di trasposizione sullo schermo delle 5 fiabe, data la loro struttura episodica.

La notizia , da allora, non ha più avuto seguiti. Il che, di per sé, non significa necessariamente che fosse infondata, come ha già dimostrato la ‘telenovela’ del Parco Divertimenti a tema potteriano, sulla cui creazione la stampa ha ricorso voci per otto anni, prima che fosse pubblicamente annunciato il via ai lavori in quel di Orlando.

In attesa degli sviluppi, voglio proporre allora qualche riflessione personale. Onestamente il problema evidenziato dalla testata, e che osterebbe alla produzione della pellicola,  mi pare minimo: prendendo Silente come narratore, visto che nel libro è anche il commentatore delle favole, si potrebbero legare fra loro le fiabe senza alcun problema e inserire anche le sue osservazioni in merito.

Semmai il problema secondo me è: la gente andrebbe a vedere un film del genere? Perché già il libro interessa solo lo zoccolo duro dei fan e considerato che le fiabe di Beda sono così lineari da essere quasi didascaliche, la traduzione in immagini potrebbe avere appeal solamente spettacolarizzando con gli effetti speciali e lavorando sul copione sia per allungare il brodo che per arricchirlo (e inevitabilmente snaturando un po’  l’originale).

Non so, così sui due piedi mi sembra una pessima idea… Troppe volte capita di andare al cinema e di vedere un film che non c’entra nulla dal libro da cui è stato tratto. Una paurosa tendenza che ha assunto anche il film del Principe Mezzosangue, fra l’altro.  E c’è solo da sperare che lo snaturamento  non diventi la policy ufficiale di Warner in merito a questo fortunatissimo franchise.

Un’altra possibilità è che la Warner decida di fare un film legando fra loro i tre ‘pseudobiblium’ tratti da Harry Potter, in modo da presentare il tutto come uno spaccato sulla vita culturale del mondo magico.

Ma il libricino sul Quidditch e quello sugli Animali fantastici hanno un tono addirittura enciclopedico, e quindi il materiale è ancora più difficile da elaborare in un copione. Potrei immaginare una visita guidata tipo ‘museo di storia naturale’ che portasse in vita agli animali mentre se ne spiegano le caratteristiche (magari mostrando qualche flashback aneddotico tipo la storia dell’unico mago sopravvissuto a un attacco da parte di un Lethifold ), ma costerebbe un botto in effetti speciali e non si può essere comunque sicuri che lo spettatore non si annoierebbe. Mentre il Quidditch potrebbe essere reso ‘filmabile’ come se fosse un documentario sportivo. Ma anche qui dubito che l’interesse da parte del pubblico potrebbe essere elevato. E anche qui il rischio di snaturare il tutto è molto forte.

Certo una ben più solida opzione per Warner potrebbe arrivare dalla stessa Rowling, la quale recentemente ha confermato di essere al lavoro su un nuovo romanzo, che dovrebbe essere quella ‘fiaba politica’ cui ha accennato nel documentario sui Doni della Morte di due anni fa. Un compito molto difficile per una scrittrice che con l’opera prima ha sbancato tutto lo sbancabile e vinto quasi tutto il vincibile e che resta comunque da vedere se sia adatto a essere trasposto su grande schermo.